Primitivismo, Concettualismo, Astrattismo, Spazialismo, Magnetismo del segno grafico affascinano e
pervadono il percorso formativo di Roberto Lalli. “Artifex” della materia e del colore lascia la strada
tracciata dagli amati maestri: Tapies, Burri, Rotko, Capogrossi e si mette in ascolto della sua anima
“romana”.
Romano da 7 generazioni porta in se i geni della Città eterna. La sua storia lo vede fin da ragazzo impegnato
a Roma nel quotidiano restauro di affreschi e sculture. La frequentazione entusiastica delle botteghe
artigiane lo porta ad amare gli strumenti d’arte e gli svela l’alchimia dei colori.
Oggi terre, metalli, pigmenti, legni, cartigli, stoffe diventano sotto le mani dell’artefice elementi narranti.
Per l’artista ogni opera è un muro, ma il muro diventa l’immaginario dove il maestro lascia che ciascuno
legga ciò che l’emozione fa scaturire .
Lo spettatore diventa così testimone di un percorso evocativo e catartico.
La tela diventa porta per la discesa negli angoli più oscuri e luminosi del suo “spirito”, porta per tornare dal
viaggio a volte ruvido, a volte celestiale nella ricerca di ciò da cui tutto ha avuto origine.
Hanno scritto di lui
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